Mercato — redazione Osservatorio Atryo
Affitti per studenti: la rendita si prepara d’estate

Tra luglio e agosto le sessioni sono chiuse, molti fuori sede sono rientrati a casa e l’appartamento resta vuoto: è l’unico momento in cui si può mettere mano all’immobile senza disturbare nessuno e senza rinunciare a un mese di canone. Chi arriva a settembre con la casa già sistemata entra nella stagione più calda della domanda con un vantaggio che si paga da solo. Chi rimanda, quasi sempre finisce per intervenire d’inverno, a inquilino dentro, nel momento peggiore e al costo più alto.
La voce che rende di più, in questa finestra, è la caldaia. La normativa, il DPR 74 del 2013, tiene distinte due operazioni entrambe obbligatorie: la manutenzione dell’impianto e il controllo di efficienza energetica, quello che si chiude con il cosiddetto bollino. Le cadenze non coincidono: per una caldaia domestica a gas il controllo di efficienza si effettua di regola ogni quattro anni, con alcune Regioni che fissano intervalli più brevi, mentre la pulizia periodica segue le istruzioni del costruttore, di norma annuale, e va annotata sul libretto di impianto. Trascurare questi passaggi espone a una sanzione che va da 500 a 3.000 euro. In un immobile locato la pulizia ordinaria spetta di solito all’inquilino, mentre la verifica dello stato dell’impianto, la messa a norma e l’eventuale sostituzione restano al proprietario, ed è proprio qui che l’estate lavora a favore. Una caldaia controllata a luglio consuma meno e non si ferma a gennaio, quando trovare un tecnico libero è quasi impossibile e un guasto diventa un contenzioso con chi ha freddo. Se la sostituzione è nell’aria, va saputo che nel 2025 la detrazione sugli interventi di efficienza vale il 36 per cento per gli immobili diversi dall’abitazione principale, e che gli incentivi oggi si concentrano su pompe di calore e sistemi ibridi, mentre le caldaie alimentate solo a gas ne sono ormai escluse.
Subito dopo viene l’impianto elettrico, che in una casa da studenti lavora più che altrove: più coinquilini, più dispositivi accesi insieme, più ore di carico. La dichiarazione di conformità prevista dal DM 37 del 2008 non è una condizione di validità del contratto d’affitto, ma il proprietario resta comunque tenuto a consegnare un impianto sicuro e a regola d’arte, e risponde dei vizi. Approfittare della casa vuota per far verificare a un elettricista l’interruttore differenziale, la messa a terra e la tenuta dei carichi costa poco e previene il guasto che, a settembre, blocca l’ingresso dei nuovi inquilini. Nello stesso passaggio conviene modernizzare i punti presa: sostituire le vecchie prese con modelli dotati di attacchi USB integrati è una spesa minima che elimina ciabatte e adattatori volanti, riduce i piccoli sovraccarichi e rende la stanza più appetibile a chi la visita.