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Casa e mobilità studentesca, l'Italia rischia di perdere terreno

Casa e mobilità studentesca, l'Italia rischia di perdere terreno
interno18 maggio 2026

È quanto emerge dall'analisi pubblicata da ESN Italia, Erasmus Student Network, che fotografa una situazione deteriorata per gli studenti incoming. Il dato più significativo riguarda il tasso di esclusione dal mercato dell'affitto: il 16% degli studenti stranieri che scelgono l'Italia come destinazione di scambio non riesce a trovare un alloggio. Una quota che si traduce in posti di studio rifiutati, semestri rinviati o esperienze interrotte. A questo si aggiunge l'incertezza dei tempi: il 28% degli iscritti ai programmi di mobilità non riceve conferma del contratto prima di mettere piede nel Paese, costretto ad atterrare senza una sistemazione confermata.

Anche per chi un alloggio lo trova, il percorso è oneroso. Il 68% degli studenti incoming dichiara di aver contattato più di dieci housing provider — agenzie, gestori privati, piattaforme online — prima di chiudere un contratto: un tasso di attrito che segnala l'assenza di canali strutturati di intermediazione e l'inadeguatezza dell'offerta di residenze universitarie pubbliche rispetto alla domanda.
Sul fronte economico il quadro è altrettanto sfavorevole. La borsa di studio Erasmus, secondo l'analisi, copre in media meno del 50% dell'affitto mensile nelle città universitarie italiane. Una sproporzione che ribalta la funzione stessa del contributo europeo, pensato per garantire l'accesso alla mobilità a prescindere dal reddito familiare, e che di fatto seleziona la platea dei partecipanti su base economica, escludendo gli studenti meno abbienti.

Sul piano reputazionale, l'Italia risulta tra i Paesi europei con la più alta incidenza di truffe abitative a danno degli studenti stranieri. Anticipi versati per appartamenti inesistenti, doppie locazioni e contratti irregolari alimentano un passaparola negativo nelle reti studentesche internazionali.

Le ricadute non sono solo individuali. La mobilità in entrata genera indotto per le città universitarie — consumi, servizi, attività culturali — e contribuisce alla reputazione internazionale degli atenei, parametro che pesa nei ranking globali e nelle scelte di finanziamento europeo. Una crisi abitativa non governata rischia di tradursi in un costo competitivo per il sistema universitario italiano, in una fase in cui Paesi concorrenti come Spagna, Portogallo e Germania investono su residenze pubbliche e accordi con il privato sociale.
ESN Italia chiede un intervento di sistema: pianificazione dell'offerta di student housing, certificazione dei provider, trasparenza contrattuale e un riallineamento della borsa Erasmus al costo reale della vita nelle città ospitanti. Senza, avverte l'associazione, la prossima barriera alla mobilità europea non sarà più burocratica, ma immobiliare.

Sources: Analisi della Crisi Abitativa nel contesto della Mobilità Internazionale in Italia — ESN Italia

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