Quanti studenti stranieri arriveranno davvero nelle università italiane
Redazione AcadomusHOME MADE13 agosto 2026
Sono questi i dati utili per chi possiede un immobile in una città universitaria, ma é il flusso che stima la domande di stanze a partire da settembre. I due numeri vanno poi separati per tipo di permanenza, perché chi si immatricola a un corso di laurea resta per anni e chi arriva in scambio o per l'Erasmus solitamente resta un semestre.Lo stock è misurato con precisione. Nell'anno accademico 2024/25 gli iscritti negli atenei italiani con titolo di accesso conseguito all'estero sono 110.566, contro 96.762 dell'anno precedente e 51.600 del 2018/19. In sei anni il valore è più che raddoppiato e l'incidenza sul totale degli iscritti è passata dal 3,0% al 5,4%. Le università non statali mostrano la quota più alta, intorno all'8,5%. Per collocare il dato, i principali sistemi universitari europei si muovono su quote di studenti stranieri comprese tra il 10% e il 20%, quindi l'Italia sta recuperando terreno da una posizione arretrata.
Il flusso annuo di nuove immatricolazioni internazionali è il dato che conta per chi affitta, ed è quello su cui circolano più cifre sbagliate. La serie ufficiale dell'Anagrafe Nazionale degli Studenti, aggiornata a maggio 2026, dice questo: 8.505 immatricolati internazionali nel 2018/19, 9.708 nel 2020/21, 11.904 nel 2021/22, 14.861 nel 2022/23, 16.589 nel 2023/24, 19.821 nel 2024/25. Il dato provvisorio per il 2025/26 è di 23.681. Il tasso di crescita composto tra il 2020/21 e il 2024/25 è del 19,5% annuo, con oscillazioni annue tra l'11% e il 25% che riflettono soprattutto i tempi di rilascio dei visti e la programmazione dei posti a numero chiuso.
Due precisazioni tecniche cambiano la lettura di questi numeri, ed entrambe spingono verso l'alto. Il dato 2025/26 è provvisorio e alcuni atenei risultano ancora incompleti nella rilevazione, quindi i 23.681 sono più probabilmente un pavimento che un tetto. E la definizione ministeriale di immatricolato comprende la prima iscrizione assoluta a un corso triennale o a ciclo unico, escludendo chi entra direttamente in una laurea magistrale biennale. Poiché la magistrale è il canale privilegiato dei corsi in inglese e attira una quota rilevante di stranieri, il flusso reale di nuovi studenti internazionali a titolo pieno è superiore a quello registrato in questa serie.
Su questa base si può costruire una proiezione per il 2026/27, con l'avvertenza che si tratta di stime e non di dati acquisiti. Partendo dal dato definitivo 2024/25 e proiettando due anni, una crescita all'8% annuo porta a circa 23.100 nuove immatricolazioni, una crescita al 14% a circa 25.800, una crescita al 20% a circa 28.300. Partendo invece dal provvisorio 2025/26 e proiettando un anno solo, le stesse ipotesi danno rispettivamente 25.100, 27.000 e 28.400. I due percorsi convergono su una forbice compresa tra 25.000 e 28.500, con valore centrale intorno a 27.000. Nessuna delle tre ipotesi presuppone una rottura di tendenza.
Il secondo flusso, quello degli scambi, ha ordini di grandezza superiori e una dinamica più lenta. Il Rapporto annuale Erasmus+ della Commissione europea registra 43.065 studenti dell'istruzione superiore arrivati in Italia nel 2024, oltre a 12.351 tra docenti e personale. L'Italia si conferma seconda destinazione europea dopo la Spagna, che ne accoglie 73.608, davanti a Germania con 42.059 e Francia con 38.687. Qui la proiezione poggia su fondamenta più deboli, perché il dato conta le mobilità dell'anno solare finanziate su bandi diversi e non esiste una serie storica direttamente comparabile. Applicando ipotesi di crescita prudenti, coerenti con l'aumento programmato del budget europeo, il 2026 si colloca tra 45.700 e 51.200 studenti in entrata, con valore centrale intorno a 48.400.
Sommando i due canali nello scenario centrale, l'Italia riceverà circa 75.000 nuovi studenti stranieri l'anno che avranno bisogno di un letto: 27.000 con un orizzonte pluriennale, 48.000 con un orizzonte semestrale. A questi si aggiunge lo stock di oltre 110.000 iscritti con titolo estero già presenti, che ogni anno rinnova o cambia sistemazione. La distinzione operativa per il proprietario è netta. Il primo gruppo sostiene contratti transitori rinnovabili con rotazione bassa, costi di gestione contenuti e canone allineato al mercato locale. Il secondo alimenta la domanda di semestre, con due picchi di ingresso a settembre e febbraio, rotazione alta, arredo completo obbligatorio e un premio di prezzo che compensa i mesi di sfitto e il maggior lavoro di intermediazione.
La distribuzione territoriale delle nuove immatricolazioni internazionali nel 2024/25 concentra i volumi su un numero ristretto di piazze. Bocconi guida con 1.256 immatricolati internazionali, seguita da Pisa con 1.209, Politecnico di Torino con 1.203 e Bologna con 1.193. Poi Sapienza con 917, Firenze con 902, Messina con 848, Torino con 607, Padova con 603, Pavia con 537, Cattolica con 517 e Politecnico di Milano con 475. Sono le stesse città dove l'offerta di posti letto strutturati resta sotto il fabbisogno, e dove quindi la differenza tra scenario conservativo e scenario alto si traduce in migliaia di ricerche di stanza in più o in meno concentrate nello stesso mese.
Resta un elemento di contesto che rende questi numeri più rilevanti di quanto sembrino. Le proiezioni demografiche indicano il picco delle immatricolazioni complessive nel sistema universitario italiano nell'anno accademico 2027/28, intorno a 345 mila unità, seguito da un declino strutturale che porterebbe a circa 221 mila immatricolati nel 2043/44, con una contrazione del 35% in meno di vent'anni. È aritmetica su dati già certi, perché chi si immatricolerà nel 2043 è già nato. In questo quadro la componente internazionale resta l'unica in crescita. Per chi affitta in una città universitaria, la differenza è tra un mercato che si svuota lentamente e un mercato che cambia inquilino.
Quanti studenti internazionali sono iscritti oggi nelle università italiane? Nell'anno accademico 2024/25 gli iscritti con titolo di accesso conseguito all'estero sono 110.566, il 5,4% del totale, contro 51.600 e il 3,0% del 2018/19.
Quante nuove immatricolazioni internazionali ci sono state nell'ultimo anno? Nel 2024/25 sono state 19.821 a livello nazionale, contro 16.589 nel 2023/24 e 9.708 nel 2020/21. Il dato provvisorio per il 2025/26 è di 23.681.
Quanti studenti Erasmus arrivano in Italia ogni anno? Nel 2024 sono stati 43.065 studenti dell'istruzione superiore, più 12.351 tra docenti e staff. L'Italia è la seconda destinazione europea dopo la Spagna, che ne accoglie 73.608.
Quanti studenti stranieri arriveranno in Italia nel 2026/27? Le stime costruite sulla serie storica indicano tra 25.000 e 28.500 nuove immatricolazioni internazionali, con valore centrale intorno a 27.000, e tra 45.700 e 51.200 studenti in scambio, con valore centrale intorno a 48.400. Sono proiezioni basate sui tassi di crescita degli ultimi anni e non costituiscono garanzia di risultato.
Che differenza fa per un proprietario distinguere i due flussi? Gli immatricolati restano più anni e sostengono contratti transitori rinnovabili con rotazione bassa; gli studenti in scambio restano un semestre, entrano a settembre e febbraio e richiedono arredo completo, con canoni più alti a fronte di maggiore sfitto e maggiore gestione.
Fonti: MUR - Ufficio di Statistica, Anagrafe Nazionale degli Studenti universitari (serie immatricolati e iscritti internazionali, estrazione maggio 2026); ANVUR (Rapporto sul sistema della formazione superiore e della ricerca 2026, capitoli sulle università e sull'internazionalizzazione); Commissione europea (Rapporto annuale Erasmus+ 2024); INDIRE - Agenzia nazionale Erasmus+ (dati nazionali di mobilità).
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