Editoriale — Redazione Osservatorio Atryo Acadomus
Studentati, il grande cantiere privato e il prezzo che non si vede

Nel 2025 gli investimenti in studentati in Italia hanno raggiunto 520 milioni di euro, il 63% in più dell'anno prima: per la prima volta oltre metà dell'intero comparto living. La pipeline censita da JLL vale circa 28.000 posti letto al 2029. Quasi 12.000 sono a Milano, 3.900 a Bologna, altrettanti a Padova, 2.800 a Roma; il resto si divide tra Torino, Firenze e Pavia. Il cantiere è quasi tutto privato.
I nomi si conoscono. The Social Hub ha aperto a Firenze, 550 camere, e a Roma, all'ex Dogana di San Lorenzo, con un investimento da 114 milioni; nel 2026 tocca a Torino. CampusX ha superato i 10.000 posti e punta a 12.000 entro il 2028. Nido Living ha annunciato un miliardo di investimenti in cinque anni, Hines ha inaugurato 600 posti in via Giovenale a Milano, Camplus ha aggiunto Padova, Firenze e Brescia, e il Villaggio Olimpico di Coima, 1.700 posti, è oggi il più grande studentato convenzionato del Paese. Va letta bene, però, la geografia dei numeri: nello stock esistente il pubblico pesa ancora due terzi dei 96.000 posti censiti da Savills. È nel nuovo sviluppo che il rapporto si rovescia, e di molto: al bando PNRR le domande arrivate dal settore pubblico erano il 5%.
Dietro questi piani c'è una lettura precisa, che chi investe dichiara quasi apertamente: sul fabbisogno abitativo degli studenti la mano pubblica ha già perso la partita. Dei 60.000 posti promessi dal PNRR entro giugno 2026, a gennaio se ne contavano 32.000 sotto forma di atti d'obbligo, impegni contrattuali che i letti li promettono soltanto; la metà restante è slittata a uno strumento finanziario affidato a Cassa Depositi e Prestiti, oltre la scadenza. Ne avevamo scritto quando i conti erano freschi. Ogni mese di ritardo pubblico, per un operatore privato, vale quanto una garanzia sulla domanda futura.
Sul mercato internazionale la formula funziona. Camera fotografata, contratto in inglese, prenotazione dall'estero con carta di credito: per un diciannovenne che parte da Tel Aviv o da Chicago è la scelta senza attriti, e a Firenze le cronache locali descrivono residenze private abitate quasi soltanto da stranieri, americani in testa. Il listino però parla chiaro. Tra 800 e 1.200 euro al mese per una singola secondo Savills, 1.065 al Villaggio Olimpico di Milano, quando una stanza sul mercato privato milanese ne costa in media 732 e la media nazionale si ferma a 613. C'è poi un secondo prezzo, che il sito di prenotazione non mostra: questi contenitori sono progettati in serie, con la stessa camera a Lisbona come a Bologna, la palestra al piano terra e la città fuori dalla porta. Chi parte per vivere un anno italiano se ne accorge arrivando.